Il corpo di Padre Pio non si tocca


L’ASSOCIAZIONE PRO PADRE PIO – L’UOMO DELLA SOFFERENZA ha come finalità la tutela del luogo dove è sepolto il corpo di PADRE PIO, affinché non venga realizzato il progetto del delegato Vaticano S.E. Monsignor Domenico Umberto D’AMBROSIO, nonché della Commissione, di riesumare e traslare la salma di PADRE PIO nella nuova Chiesa denominata Padre Pio, che ha le caratteristiche di un “Tempio Massonico”.
Nel corso degli ultimi anni, alcuni Padri Cappuccini (in particolare Padre Geraldo SALDUTTO, nella sua qualità di economo, convogliatore delle offerte dei fedeli per la costruzione del “tempio sacrilego”) ipotizzarono di costruire una nuova chiesa, a nome di Padre Pio, di trasferirvi la salma ed esporla dentro una teca trasparente con la testa ricoperta da una lamina di argento.
S.E. Monsignor Domenico Umberto D’AMBROSIO, nella Sua qualità di delegato pontificio per il Santuario e le Opere di Padre Pio, ha disposto la costituzione di una commissione, di cui fanno parte i Rev.mi Padri Cappuccini Fr. Francesco COLACELLI, Fr. Francesco DILEO, Fr. Mariano DI VITO, Fr. GianMaria DIGIORGIO, Fr. Carlo M. LABORDE e Fr. Antonio BELPIEDE, per eseguire la riesumazione e la traslazione della salma di PADRE Pio dalla cripta del Santuario di Santa Maria delle Grazie alla nuova chiesa, in occasione del quarantesimo anno della morte.
La Chiesa in questione ha caratteristiche e forme di “tempio massonico”, che emergono in particolar modo dalla simbologia esistente sulla porta di bronzo posta all’ingresso della Chiesa.
Il Vaticano ha commissionato a S.E. Monsignor Domenico Umberto D’AMBROSIO, di eseguire, per l’occasione del quarantesimo anno della morte di Padre Pio, la riesumazione della salma di Padre Pio e traslarla nella nuova chiesa.
La finalità della riesumazione e della traslazione della salma di PADRE PIO è di natura economica, in quanto il Vaticano vuole sottrarre l’amministrazione delle offerte dei fedeli al Convento dei Cappuccini ed averne una gestione diretta.
Padre Pio ha manifestato in più occasioni il suo dissenso:
a) la nuova chiesa, in occasione delle piogge, si allaga e i Frati Cappuccini, in dette occasioni, chiedono l’intervento dei Vigili del Fuoco, per l’aspirazione dell’acqua;
b) al di sotto della pavimentazione della nuova chiesa, risulta essere presente una falda acquifera, che è causa di umidità alle strutture, e la chiesa è destinata “al crollo”;
c) il giorno dell’inaugurazione della nuova chiesa, vi fu un’invasione di cavallette, che indusse i fedeli, che erano intervenuti per partecipare alla festa, a fuggire dalla piazza;
d) la caduta della campana, portante il Suo nome e quello di San Michele Arcangelo, attualmente non ancora ricollocata.

Padre Pio ha manifestato, con detti segni, la Sua volontà di non essere riesumato né tantomeno di essere traslato dal luogo in cui si trova.

L’ASSOCIAZIONE PRO PADRE PIO – L’UOMO DELLA SOFFERENZA intende dare voce alla volontà di PADRE PIO:
Il corpo di Padre Pio non si tocca.
Egli si scelse il luogo ove essere sepolto e la sua volontà deve essere rispettata, non solo da noi fedeli ed amici ma soprattutto da chi ne trae benefici economici.

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